”Resistere all’assedio per il diritto ad amare: è il filo conduttore del progetto ‘Love under apartheid’ realizzato da attivisti per i diritti umani, che denuncia gli ostacoli imposti al più nobile dei sentimenti dalle innumerevoli restrizioni israeliane imposte ai cittadini palestinesi. Nel sito internet – inaugurato proprio in vista di San Valentino – si possono scaricare i video di chi racconta le peripezie da affrontate per andare a trovare i propri cari o i messaggi di auguri per chi vuole “lanciare il cuore oltre il check-point”. Si ascoltano così le storie di Taiseer e Lana Khatib che raccontano le difficoltà di mantenere unita una famiglia di quattro persone ‘lottando’ – tra Akka e Jenin – contro la legge israeliana sulla cittadinanza, o quella di Amer, da Gaza, che ha dovuto rinunciare alla storia d’amore con una donna che vive in Cisgiordania. “Per due anni – racconta il giovane in un video – ho cercato di ottenere un visto che, attraverso il valico di Eretz o quello di Rafah in Egitto, mi consentisse di andare dai suoi genitori a chiedere la sua mano. Ma quel documento non è mai arrivato”. Sono amori resi infelici dalla mancanza di libertà di movimento, quelli raccolti dal sito di giovani attivisti che per trasmettere agli internauti, europei o stranieri, la sensazione delle difficoltà che si incontrano vivendo sotto un regime di “apartheid” hanno ideato il video umoristico “Checkpoint date: When dinner isn’t the only check you have to worry about” (Posti di blocco: quando la cena non è l’unico ostacolo da superare). Nella breve sequenza, un ragazzo europeo che cerca di raggiungere la fidanzata per la cena di San Valentino, viene prima braccato dai militari sotto la doccia, poi dimenticato in una fila per ore e infine trova i soldati seduti al tavolo che aveva prenotato per il tete-à-tete.
SAN VALENTINO A UN CHECK POINT, L’AMORE AI TEMPI DELL’EMBARGO – Misna – Missionary International Service News Agency